Compliance & Governance

Internal Audit

Funzione di revisione interna in outsourcing o co-sourcing: piano di audit basato sui rischi, verifiche su processi e controlli, raccomandazioni praticabili e reporting al vertice. Un presidio continuativo senza i costi fissi di una struttura interna.

Cosa facciamo

Gli ambiti di intervento

Audit universe e risk assessment

Ricostruiamo l’insieme dei processi, delle società e dei sistemi auditabili e li valutiamo per rischio e rilevanza insieme al management: è la base per decidere dove concentrare le verifiche.

Piano di audit basato sui rischi

Predisponiamo il piano pluriennale e quello annuale in linea con i Global Internal Audit Standards dell’IIA e li sottoponiamo all’approvazione del Consiglio di amministrazione, con il supporto del comitato controllo e rischi ove istituito.

Esecuzione degli interventi di audit

Conduciamo audit operativi, di conformità, finanziari, IT e di processo, anche su fornitori critici: analisi documentale, interviste, test dei controlli, campionamento e ricerca delle cause radice.

Raccomandazioni e follow-up

Ogni rilievo è classificato per gravità e accompagnato da una raccomandazione praticabile, con responsabile e scadenza. Monitoriamo l’attuazione dei piani d’azione e ne diamo conto al vertice.

Reporting al vertice

Redigiamo report chiari per Consiglio di amministrazione, comitato controllo e rischi, Collegio sindacale e direzione: sintesi dei rilievi, valutazione complessiva del sistema di controllo, priorità.

Impianto e qualità della funzione

Scriviamo audit charter e procedure di internal audit, definiamo i KPI della funzione e il programma di quality assurance richiesto dai Global Internal Audit Standards, così che il lavoro sia verificabile.

Il contesto normativo

L’internal audit è la funzione che fornisce al Consiglio di amministrazione e al vertice una valutazione indipendente e obiettiva dell’efficacia dei processi di governo, di gestione dei rischi e di controllo. Il riferimento professionale è costituito dai Global Internal Audit Standards dell’Institute of Internal Auditors, in vigore dal 2025. Hanno sostituito gli elementi obbligatori del precedente International Professional Practices Framework (Standard, Codice etico e Core Principles) e fissano requisiti su indipendenza, pianificazione basata sui rischi, comunicazione dei risultati e qualità della funzione. Per il disegno del sistema di controllo interno il modello di riferimento resta il framework COSO, affiancato dal COSO ERM per la gestione dei rischi d’impresa. Il Three Lines Model dell’IIA chiarisce infine il ruolo dell’internal audit come terza linea, distinta dai ruoli di prima e seconda linea (gestione operativa, risk management e compliance) che restano in capo al management.

In Italia la funzione è prevista dal Codice di Corporate Governance per le società quotate che vi aderiscono e dalle normative di settore per banche, assicurazioni e intermediari. Per tutte le altre imprese la spinta viene dal codice civile. L’art. 2086, comma 2, impone all’imprenditore che opera in forma societaria o collettiva assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale (D.Lgs. 14/2019, Codice della crisi). L’art. 2381 chiede agli organi delegati di curarli e al Consiglio di valutarne l’adeguatezza. Senza una verifica indipendente sui processi, quella valutazione si fonda soprattutto sulle informazioni fornite dagli stessi organi delegati: l’internal audit la corrobora con evidenze raccolte sul campo.

Il nostro approccio

Offriamo la funzione in outsourcing, assumendone per intero la responsabilità operativa, oppure in co-sourcing, a fianco di una struttura interna che ha bisogno di competenze specialistiche o di capacità aggiuntiva. In entrambi i casi il mandato è formalizzato in un audit charter approvato dal Consiglio: il documento definisce perimetro, poteri, linee di riporto e regole di indipendenza. Per le società quotate il Codice di Corporate Governance ammette espressamente che la funzione sia affidata, per intero o per segmenti di operatività, a un soggetto esterno con adeguati requisiti di professionalità, indipendenza e organizzazione, con motivazione della scelta nella relazione sul governo societario.

Partiamo dall’audit universe: l’elenco ragionato di processi, società, sistemi e fornitori che possono essere oggetto di verifica. Lo valutiamo per rischio insieme al management, riutilizzando le analisi già disponibili per non chiedere due volte le stesse cose. Ne derivano il piano pluriennale e il piano annuale sottoposti al Consiglio.

Gli interventi seguono un programma di lavoro scritto: analisi documentale, interviste, ricostruzione dei processi sul campo, test dei controlli su campioni definiti, ricerca delle cause radice. I rilievi vengono discussi con i responsabili prima della stesura del report, così che le raccomandazioni siano praticabili e già condivise. Il follow-up è parte del servizio: monitoriamo l’attuazione dei piani d’azione e riferiamo periodicamente al Consiglio, al comitato controllo e rischi e al Collegio sindacale.

Curiamo con particolare attenzione il coordinamento con gli altri presidi (Organismo di Vigilanza, revisore legale, DPO, responsabili dei sistemi di gestione), così che i flussi informativi si integrino e l’azienda non subisca verifiche ripetute sugli stessi processi.

Cosa distingue il nostro servizio

  • Impianto verificabile: audit charter, procedure operative, KPI della funzione e programma di quality assurance sono costruiti sui Global Internal Audit Standards, così che Consiglio e Collegio sindacale possano valutare il lavoro della funzione e non solo i suoi esiti.
  • Follow-up tracciato: ogni rilievo confluisce in un registro con responsabile, scadenza e stato di avanzamento; verifichiamo sul campo l’attuazione delle azioni correttive e ne rendiamo conto nella relazione periodica al vertice.
  • Rilievi utili al vertice: i report distinguono ciò che è urgente da ciò che è migliorabile e danno un giudizio complessivo sul sistema di controllo, non un semplice elenco di anomalie.
  • Flessibilità: formula (outsourcing o co-sourcing) e intensità degli interventi si adattano anno per anno al variare del perimetro e dei rischi, senza vincoli di organico.

Il nostro metodo

Come lavoriamo

  1. Impostazione della funzione

    Definiamo con il vertice il mandato, il perimetro, le linee di riporto e la formula di collaborazione (outsourcing o co-sourcing) e li formalizziamo nell’audit charter sottoposto al Consiglio.

  2. Audit universe e rischi

    Interviste ai responsabili di area, lettura di organigrammi, procedure e risk assessment esistenti (231, privacy, ISO): ne ricaviamo la mappa dei processi auditabili, pesata con criteri di rischio condivisi con il vertice.

  3. Piano di audit

    Traduciamo le priorità in piano pluriennale e piano annuale, con obiettivi, risorse e tempi degli interventi, e li presentiamo al Consiglio per l’approvazione, con il supporto del comitato controllo e rischi ove istituito.

  4. Esecuzione e reporting

    Svolgiamo gli interventi con programmi di lavoro, test e campionamenti, discutiamo i rilievi con i responsabili e formalizziamo il report con raccomandazioni e piani d’azione condivisi.

  5. Follow-up e miglioramento

    Verifichiamo l’attuazione delle azioni correttive, aggiorniamo il piano al variare dei rischi e misuriamo la funzione con KPI e programma di quality assurance.

Benefici

Cosa ottiene l’impresa

  • Una valutazione indipendente e documentata dell’efficacia dei controlli, a supporto delle decisioni del Consiglio
  • Costi definiti nel piano annuale e proporzionati al perimetro di verifica effettivo
  • Evidenze concrete a sostegno dell’adeguatezza degli assetti organizzativi richiesta dal codice civile
  • Anomalie, inefficienze e rischi di frode individuati per tempo, con azioni correttive verificate sul campo
  • Meno duplicazioni tra internal audit, Organismo di Vigilanza, Collegio sindacale e sistemi ISO grazie a un unico interlocutore

Deliverable

Cosa consegniamo

  • Audit charter e procedure operative della funzione di internal audit
  • Audit universe e risk assessment documentati, con i criteri di valutazione adottati
  • Piano di audit pluriennale e piano annuale approvati dal vertice
  • Programmi di lavoro, carte di lavoro ed evidenze dei test svolti
  • Report di audit con rilievi classificati, cause radice e raccomandazioni
  • Registro dei rilievi e dei piani d’azione con stato di avanzamento
  • Relazione periodica al Consiglio, al comitato controllo e rischi e al Collegio sindacale
  • Cruscotto di KPI della funzione e programma di quality assurance

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La nostra azienda non è quotata: ha senso una funzione di internal audit?

Sì, se il Consiglio vuole una verifica indipendente di processi e controlli. Il codice civile impone a chi fa impresa in forma societaria o collettiva assetti adeguati (art. 2086, comma 2) e affida al Consiglio la valutazione della loro adeguatezza (art. 2381, richiamato per le S.r.l. dall’art. 2475); l’internal audit è uno degli strumenti che ne misurano l’efficacia. In una PMI si traduce in pochi interventi all’anno sui processi che pesano di più: acquisti e pagamenti, incassi, magazzino, accessi ai sistemi.

Che differenza c’è tra outsourcing e co-sourcing?

Nell’outsourcing svolgiamo per intero la funzione: piano, interventi, reporting e follow-up, con un responsabile che riferisce al vertice. Nel co-sourcing affianchiamo una funzione interna già esistente, portando competenze specialistiche (IT, conformità, settori regolati) o capacità aggiuntiva nei periodi di picco. Scegliamo insieme la formula più adatta.

L’internal audit si sovrappone all’Organismo di Vigilanza o al Collegio sindacale?

Sono funzioni distinte, anche se la legge ammette alcune coincidenze: nelle società di capitali il Collegio sindacale può svolgere le funzioni di OdV (art. 6, comma 4-bis, D.Lgs. 231/2001) e il responsabile internal audit può far parte dell’OdV. L’OdV vigila sul Modello 231, il Collegio sindacale sulla corretta amministrazione e sugli assetti (art. 2403 c.c.), l’internal audit verifica processi e controlli su mandato del Consiglio. Coordiniamo piani e flussi informativi perché ogni organo riceva le evidenze che gli servono, senza verifiche duplicate.

Chi decide cosa viene verificato e quanto spesso?

Il piano nasce dal risk assessment e viene approvato dal Consiglio di amministrazione, con il supporto del comitato controllo e rischi ove presente, non dal management operativo: è questo che tutela l’indipendenza della funzione. La frequenza dipende dal rischio di ciascun processo; il piano viene rivisto almeno ogni anno o al verificarsi di eventi rilevanti.

Come tutelate l’indipendenza se lavorate anche su altri progetti per la nostra azienda?

Separiamo i ruoli: chi ha progettato un processo o un sistema di gestione non lo verifica in veste di auditor. Le regole di indipendenza e la gestione dei conflitti di interesse sono scritte nell’audit charter e dichiarate al vertice, come richiedono i Global Internal Audit Standards. Se un conflitto non è gestibile, lo segnaliamo prima di accettare l’incarico.

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